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SENZA IDENTITA' NON V'E' APPARTENENZA

L'articolo

pa ndi Pino Aprile

gde ndi Gennaro De Crescenzo

gigi ndi Gigi di Fiore

acianodi Antonio Ciano

 

Mongiana: Il polo industriale

Le real Ferriere di Mongiana sono state il primo polo industriale del sud, forse ad oggi l'unico che ebbe fortuna, finchè qualcuno invidioso e poco patriottico (o patriottico per il suo Piemente!) decise che il Regno delle Due Sicilie (l'attuale Sud!) non doveva più "progedire". Industria di alta precisione per l'epoca, si costruivano dalle armi, ai bisturi, alle carpenterie metalliche. La sua storia ebbe inizione intorno agli anni 1768-1771 e ci rifacciamo ad un prezioso articolo della studiosa Mariolina Spadaro, di seguito riassunto, per sottolineare la sua importanza. "Le ferriere sorgevano nell’area del territorio calabrese che è oggi la più emarginata e depressa: comuni come Nardodipace – che detiene il triste primato di comune più povero d’Italia; Mongiana – pressoché spopolata dall’emigrazione; più in generale tutta l’area dell’entroterra vibonese e la zona posta a confine tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria (altopiano delle serre) è oggi nota soprattutto per essere, in una delle regioni più povere d’Italia, l’area certamente più sottosviluppata.

MESSINA: Real cittadella

La Real Cittadella di Messina, teatro della eroica resistenza dei soldati del Regno delle Due Sicilie (27 luglio 1860-12 marzo 1861). Progettata dal grande architetto militare fiammingo Carlos de Grünembergh, su incarico del Vicerè Claude Lamoral, Principe di Ligne (1618-1679), intorno al 1681, la Real Cittadella è una fortezza a forma stellare, con cinque bastioni (dei quali ne restano due ) e costituisce un esempio importante di architettura militare del XVII secolo sul modello delle fortezze di Philippeville, nelle Fiandre. Considerata inespugnabile, la Real Cittadella resistette dalla fine del ‘600 ai primi del ‘700 agli assedi nell’ambito della guerra di successione spagnola.

 

GAETA: Città simbolo, ultima fortezza

Un assedio estenuante che inizierà sul fronte di terra il 5 novembre 1860 e durerà tre lunghissimi mesi, durante i quali le truppe piemontesi mettono in campo i moderni cannoni rigati “Cavalli” a lunga gittata contro le ormai inadeguate bocche da fuoco dei napoletani. Vengono sparate contro la piazzaforte circa 500 colpi di cannone al giorno per tutta la durata del conflitto, durante il quale il Re e la Regina Maria Sofia di Wittelsbach, sorella della principessa “Sissi” Elisabetta di Baviera, restano valorosamente sempre al fianco dei fedeli soldati, persino sul campo di battaglia tra le esplosioni dei colpi di cannone che piovono dal fronte piemontese di Castellone a Mola di Gaeta, l’attuale Formia. È proprio la regina ad avere un ruolo di grande spessore umano, ormai innamorata del suo popolo e del suo regno, che non intende cedere all’invasore.

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