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SENZA IDENTITA' NON V'E' APPARTENENZA

Perche' Agenda Sud 34

In un paese (nazione) normale il concetto e la stesura di "Agenda Sud 34" non sarebbe nemmeno concepibile, perchè? Perchè sia la petizione e sia la legge che ne è scaturita in un paese normale non avrebbe modo di esistere, perchè? Perchè tutti i cittadini, i comuni, i territori dovrebbero avere la stessa attenzione, la stessa distribuzione di fondi "statali"(fondi ordinari, di base!), gli stessi investimenti, la stessa "legge di ripartizione" in modo naturale, per il principio stesso di democrazia. E' come se un giudice dicesse (ordina!) al padre di famiglia che la paghetta settimanale per i figli deve essere la stessa e non distribuita secondo l'altezza, il peso fisico o il sesso. Ciò sarebbe da tutti i cittadini mondiali concepito come strano; questo perchè?

Il perchè è noto a tutti i movimenti, i politici, gli studenti, le persone che buttati via i libri di storia (scritta dai vincitori ed occultata negli anni) hanno preso in mano la storia del Sud.  La verità è quella che emerge dagli archivi, dai fatti, dalle ricerche (in Italia e fuori d'Italia) dice che Agenda Sud 34 non poteva che nascere dalla cultura duosiciliana, da chi conosce la verità di una unione truffaldina, sfruttamento centennale, da chi sa di un'ingiustizia radicata. Da chi piano piano sta portando alla luce  una assenza di identità storico-culturale negli anni, una svendita dei principi della politica che da sempre ha accompagnato la NOSTRA STORIA.agenda34 img01

Purtroppo non è bastato eleggere i nostri rappresentanti nelle istituzioni per difendere i nostri diritti (pensate, Crispi era siciliano! Da 16 anni il presidente della Repubblica è meridionale, ma non meridionalista!) di cittadini ma ci si è dovuti rivolgere al "giudice" terzo l'Europa (che solo a nominarla!...), un giudice che dicesse al Governo, Parlamento, Istituzioni di diritto che la storia è "un'altra storia" e che tutti sono cittadini "italiani" e non "f.d.p!".

Da quando si sapeva ciò? Da sempre! Per chi aveva voglia di capirlo, ovviamente! I numeri sono inconfondibili, innegabili, anche perchè li scrive la stessa istituzione che avrebbe dovuto porvi rimedio!

Esiste uno studio molto accurato fatto dai ricercatori V. Daniele e P. Malanima (per chi vuole approfondire) che già nel 2008 metteva nero su biano quello che era sotto gli occhi di tutti, ossia, che dal 1860 quando la nostra (SUD o meglio Regno delle due Sicilie!) economia era la terza in europa ad oggi (2008 nello studio) il divario Nord-Sud è cresciuto esponenzialmente. Nello stesso studio c'è un grafico molto interessante che mostra come il salario medio al sud negli anni 1850-1860 si stava impennando lasciando nettamente indietro le Regioni del Nord (questo è noto a tutti! Basta pensare ai poli industriali del Regno ed alla fame delle paludi del nord).

La sintesi è bene evidenziata in una tabella della petizione fatta in sede europea, che fa notare come nel Regno in campo industriale vi erano più lavoratori di tutto il Nord e Centro messi insieme!

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Questo dimostra come l'unità d'Italia non fu equa per noi. Anzi possiamo notare da un altro grafico del lavoro di V. Daniele e P.Malanima come il gap di "crisi economica" del Sud è stato senza freni con il suo massimo nel 1950.

agenda34 img03 Ma andiamo nel centro del problema. Ossia come lo Stato ha ripartito i fondi sul territorio, e prendiamo spunto proprio dal grafico affianco.

Si noterà che la popolazione nel Sud è rimasta (dopo tutto!) dal 1890 agli anni 2000 pressocchè invariata sul 35 %. Ciò lo possiamo constatare da un  grafico dell'ISTAT. Nelle figure sottostanti si vede che il grafico degli ultimi 20 anni è proprio medio fra il Nord ed il Centro quindi circa il 35/36 % della popolazione.

 Osserviamo un particolare nel primo grafico dell'ISTAT, la parte iniziale, dove il colore arancione è sopra il colore blu e rosso. 

Il lettore può capire da solo come in questi due ultimi grafici ci sia ben rappresentata la "questione Meridionale" nata e voluta da precise volontà politiche italiane con "menti raffinatissime" estere che ancora oggi dettano legge ad una nazione fatta per uso e consumo "estero alias Europa" più che per volontà popolare, quindi senza un'identità unitaria nazionalistica.

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Il buon senso avrebbe imposto già nei decenni passati che il territorio fosse "sostenuto" in modo uguale, ma questo poteva essere fatto solo con il presupposto di due condizioni:

1) L'Italia era diventata unitaria per spirito nazionalista di un popolo con animi uniti "siamo tutti fratelli"

2) Negli anni la classe politica fosse stata attenta allo sviluppo del territorio, in particolar modo quella meridionale che preso coscienza della storia, doveva (ed oggi DEVE) avere più attenzione...

Ma sappiamo tutti come ciò non è stato vero in passato, ma anche oggi, e che se non si svegliamo le coscienze e lo spirito identitario il fatto persisterà anche nel futuro!

Se il buon padre di famiglia avesse voluto bene a tutti i suoi figli, le spese dello stato sarebbero state eque, ossia proporzionali al numero dei suoi figli. E' ed è stato cosi?. Vediamo.

agenda34 img05Nel 2007 uno studio dei CTP (conti pubblici territoriali) con analisi degli anni 1999-2005 cosi recitava: Da diversi anni si è convenuto che una quota di spesa in conto capitale ordina­ria nel Mezzogiorno superiore alla rispettiva quota di popolazione (e in particolare pari al 30 per cento, valore intermedio fra la quota di popolazione e di Pil) costi­tuisca uno degli obiettivi di politica economica, operando anche come parziale correttivo di una spesa pubblica corrente assai squilibrata (27,7 per cento) a sfavore del Mezzogiorno.

Delle tante tabelle riportiamo uno specchietto dove si evince che la "fregatura" era già in essere!

Bene (si fa per dire!) sarà cambiato qualcosa dopo che sono stati pubblicati tanti studi ed analisi... vediamo! Prendiamo in esame il prospetto 2017 dei ctp e riportiamo il grafico più significativo.

Possiamo dire che il peggio è passato? Forse si! La tendenza negli ultimi anni si è assottigliata ma andiamo ad analizzare bene i dati. agenda34 img06

Da questa analisi si vede che non è ancora il fondo ordinario ad avere avuto l'impennata ma il Fondo Europeo straordinario. Quindi c'è ancora da lavorare.

Da questo sano principio è partita la petizione al governo europeo, essa ha fatto si che venisse approvata una legge "a loro insaputa! ndr" che mettesse nero su bianco la percentuale dei fondi che ci spettano (per pareggiare!) perchè siamo cittadini italiani.. o no?

La petizione ha avuto due punti riconosciuti come ammissibili: il riequilibrio dei fondi ordinari e la revisione storica della nostra terra! Da rapidi calcoli si può ricavare che negli ultimi 20 anni, con il pareggio di fondi, si avrebbe avuto lo stanziamento di circa 82 miliardi di euro in più per lo sviluppo e la spesa ordinaria al Sud! In altri termini ci mancano 82 miliardi di infrastrutture, scuole, sviluppo sociale, servizi ecc... chi se li è "fregati"!?... pensatici non è difficile capirlo!

A supporto di tale dato mostriamo una tabella riepilogativa dove, partendo dai dati riportati nel rapporto Svimez 2018 (http://lnx.svimez.info/svimez/rapporto-2018/) e dai dati ISTAT sulla popolazione media residente possiamo elaborare il "mancante" per le Regioni Meridionali.

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La prima riga blu individua il contributo statale destinato alla regioni in conto ordinario (spesa corrente) che avrebbe dovuto essere ripartita come da legge e come da onestà territoriale in modo equo sulla popolazione.

La riga sottostante fucsia rappresenta la percentuale di popolazione residente e con una semplice proporzione a seguire i "miliardi di Euro" che toccavano alle regioni del SUD. Tale riga va confrontata con gli effettivi "arrivati" (linea rossa) la riga in banda arancio è il "mancante" ossia i miliardi di euro che invece che al sud sono finiti altrove ossia al centro ed al nord, mentre la seconda linea fucsia è la percentuale sul totale che come si vede non arriva mai al 34% circa. Fatta la somma ecco il totale 82 miliardi  in 16 anni!

 

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