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SENZA IDENTITA' NON V'E' APPARTENENZA

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Incontro culturale identitario "Chiostro San Domenico"

Si è tenuta il 4 Novembre a Cosenza un incontro sul tema "la Calabria riparte dalla Calabria" a cui hanno partecipato  relatori di alto profilo quali il dottor Michele Furci (Storico e scrittore), l'architetto Alessandro Malerba (Esperto in materiali autoctoni da costruzione), il dottor Bruno Iorfida (Sindaco di Mongiana) e l'avvocato Amedeo Colacino (Sindaco di Motta Santa Lucia). L'introduzione ai lavori è stata fatta da Gianfranco Rogato (Presidente CDS Cosenza), Fiore Marro (Presidente CDS Nazionale), Paride Gallo e Peppino Curcio (Presidente e storico dell'associazione Prometeo 88). A rappresentare il comune di Cosenza c'è stata la dottoressa Loredana Pastore (Assessora alla Crescita economica e urbana). Moderatore il dottor Paolo Spadafora. cs

All'incontro ha partecipato il presidente dell' Osservatorio relazionando su un materiale  poco conosciuto nel campo dell'isolamento termo-acustico per l'edilizia quale è il sughero. Materiale la cui origini di impiego si fa risalire proprio all'epoca Borbonica, i quali hanno stilato le prime norme su come coltivare le sugherete e come asportare il sughero dalle piante. Tale materiale prodotto in modo industriale può dare un impulso di sviluppo della nostra terra.

Il filo conduttore della serata , a parte il tema identitario con la presenza dello scrittore Antonio Ciano, il quale ha presentato il suo nuovo lavoro dal titolo "cavorra", ossia Cavour, misfatti di questo personaggio per la popolazione del sud, è stato la spinta delle eccellenze calabresi e come la Calabria possa ripartire proprio da se stessa. 

Concetto che appunto che era prepotentemente valido prima del periodo unitario con le numerose industri metallurgiche, spiega bene il prof. Furci nel suo intervento snocciolando una serie di dati di realtà industriali non solo in campo dell’industria metalmeccanica con le realtà di fernandea e Mongiana ma anche in campo tessile ed artigianale.

La presentazione da parte dell'Assessore Pastore della serata di conoscenza di nostre realtà produttive a introdotto l'intervento del sindaco di Mongiana che oltre ad illustrare due realtà della zona nella produzione di prodotti agricoli ha relazionato in merito agli scavi di messa in luce delle antiche industrie site a Mongiana, in particolare la fabbrica d'armi. Realtà fiorente del periodo pre-unitario con una produzione di armi e non solo. Si sono potuti vedere i lavori e lo stesso Sindaco ha preannunciato l'imminente apertura del mureo a cielo aperto.

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Altro capito toccante per i nostri passati è stato l'intervento del Sindaco di Motta S. Lucia Avv. Colacino, altro membro fondatore dell'Osservatorio Delle due Sicilie che ha ripercorso brevemente la storia che vede il comune di Motta in una vicenda giudiziaria con il Museo Lombroso di Torino. Ricordiamo che tale museo forse unico "scempio" mondiale sono conservate più di 300 crani di "briganti" uccisi nel periodo post unitario. Fra i quali c'è quello di Giuseppe Villella cittadino di Motta. E' bene che i poveri resti di un innocente abbiamo una degna sepoltura, fino ad oggi negata. Il concetto più orrendo è che tale museo sta ancora li a testimoniare l'enorme falso ideologico che il pseudo studioso Lombroso ha fatto nascere desumendo la teoria che le persone del sud avendo la fossetta occipitale e magari anche il naso un pò schiacciato erano criminali, delinquenti. O meglio lui sosteneva che criminale si nasce, e trovò, visto il periodo in cui i "briganti" erano considerati criminali e non partigiani, e che la strage degli innocenti che veniva perpetrata al sud  gli forniva, purtroppo, molti reperti,  la "felice idea e teoria" che il tutto fosse collegato. Purtroppo non seppe mai che tale fossetta l'aveva anche lui e che in questo caso , unico esempio valido, la sua teoria si dimostrò vera!

 

 

 

 

 

 

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